El condor pasa 
la canzone fu composta nel 1913 dal peruviano Daniel Alomia Robles, studioso e ricercatore di antiche melodie, ritmi e arie peruviane.
La versione nota a tutti di Simon & Garfunkel è un rifacimento "leggero" che conserva soltanto il mo-tivo di base ma non il testo.
Originariamente questa era una "canzone di guerra", con tutta la nostalgia per il glorioso passato Inca.
Solo qualche cenno alla vicenda-clou cui la canzone fa riferimento:
Gli Incas avevano tanto oro da far gola ai conquistadores i quali, durante il banchetto di benvenuto presero in ostaggio il capo del Consiglio Maggiore, Atahualpa, chiedendo al suo popolo un riscatto in oro; quando le navi ne furono colme, però, si sbarazzarono di Atahualpa facendo oltretutto terra bruciata. Gli Incas non ci capirono nulla, rimasero senza parole.
(Mi fermo per non dilungarmi ma la questione era in realtà ben più complessa di come accennato qui)
Questa è la prima stesura del testo:
"Il condor strappa gli occhi al sole e fa cadere,
fa cadere fuoco sulla terra.
All'ombra di pesanti ali nessun grido chiama alla battaglia
e la mano resta paralizzata.
Come si chiama la bramosia d'oro, di sangue e di morte
che nessuno aveva mai visto?
E grigie piume cadono sulla fronte,
la notte è così vicina.
El condor pasa"
Per 400 anni non accadde nulla ma in terra Inca c'erano ferro, rame e piombo e gli Usa decisero di proteggere gli Incas dal comunismo dilagante... ma questi ora erano organizzati in gruppi di guerriglia che riuscirono a mantenere l'autonomia delle loro scelte interne.
Alla canzone venne aggiunta un'altra strofa:
" Il mattino brucia e dalle montagne scende un grido,
il grido di battaglia della terra.
Pantere nere son pronte a balzare, eh si,
ovunque arde l'incendio.
Schiacciate la bramosia yankee di oro e di sangue,
altrimenti non saranno mai sazi.
poi potrà esserci pace in ogni terra,
quando saranno uccisi.
Eh si, el condor pasa..."
la versione originale si canta solo in Perù.
Trascrivo qui sotto anche la traduzione della versione di Simon & Garfunkel che è la più nota.Preferirei essere un passero che un serpente
sì io vorrei, se potessi, certamente vorrei
preferirei essere un martello che un chiodo
sì io vorrei, se solo potessi, certamente vorrei
Lontano, io piuttosto andrei lontano
come un cigno che è stato qui ed è partito
un uomo è legato al terreno
egli dà al mondo il suo suono più triste
il suo suono più triste.
Preferirei essere una foresta che una strada
sì io vorrei, se potessi, certamente vorrei
preferirei sentire la terra sotto i miei piedi
sì io vorrei, se solo potessi, certamente vorrei.
E questa, infine, è la canzone,
interpretata magistralmente da Placido Domingo
su un'ulteriore variazione.

cliccate qui sotto e buon ascolto da Gina
http://www.youtube.com/watch?v=-qmOKsDb3AY
(video impossibile da postare....su richiesta specifica)